Le storie di umili eroi raccontano la guerra

Le storie di umili eroi raccontano la guerra

Dalle vicende del Santuario di Pietralba riaffiora il passato della nostra regione, di Patrizia Binco

Dalle vicende di un antico santuario, uno spaccato di storia dell'Alto Adige. "Tra vespri e soldati", ovvero cronache del Santuario di Pietralba durante il secondo conflitto mondiale è il titolo del libro scritto da Lorenzo Baratter ed edito da Publilux, che verrà presentato stamattina alle 11 nella Sala di rappresentanza del Comune in vicolo Gumer, dal giornalista e scrittore Paolo Valente e dal responsabile comunicazioni della diocesi Josef Innerhofer. Un libro di storia, con particolare riferimento agli anni che vanno dal 1940 al 1946 e al periodo successivo all'occupazione tedesca delle tre provincie di Bolzano, Trento e Belluno, che ricostruisce attraverso le cronache quotidiane del più importante santuario del Trentino Alto Adige, non solo la storia degli uomini di fede ma di tutta una comunità che ha vissuto sulla propria pelle un periodo drammatico.

Lorenzo Baratter, ricercatore ormai affermato sulla storia del Sudtirolo/Alto Adige negli anni della seconda guerra mondiale, ha preso la cronaca del convento dei frati Servi di Maria di Pietralba/Weissenstein e l'ha letta alla luce degli avvenimenti convulsi e drammatici che caratterizzarono quel periodo. Ne ha dunque ricavato questo libro diviso in sei capitoli, dal 1940 al 1946. "Si tratta della microstoria di un convento e di un santuario mariano posto tra le montagne a 1520 metri, intento principalmente a celebrare messe e vespri - spiega Lino Pacchin priore di Pietralba - ma anche una microstoria che diventa utile per scrivere la macrostoria del Sudtirolo/Alto Adige e del mondo intero in uno dei periodi più decisivi del nostro recente passato". Ed ecco allora che le vicende di Padre Bernardo si intrecciano con le decisioni di Mussolini e Hitler, le preghiere dei fedeli in Chiesa riflettono le fortune e i disastri degli eserciti nei vari fronti. La vita in un convento è condizionata dalle decisioni del Podestà di turno o del Gauleiter dell'Alpenvorland. Inoltre i riferimenti al triste e per molti aspetti oscuro periodo di occupazione che si è soliti denominare Alpenvorland appunto, danno immediatamente il senso di un clima di ostilità e di vendetta messo in atto dagli occupanti nazionalsocialisti nei confronti di ampi settori della Chiesa trentina e sudtirolese. "Lo storico in fondo" - precisa lo stesso autore - dovrebbe essere un pò come un umile contadino incontrato in montagna, che sfronda un tratto di radura per rendere il cammino più agevole a quelli che lo vorranno seguire. Inoltrandoci sul sentiero della nostra storia trentina e sudtirolese, ci imbattiamo in frotte di pellegrini che, attraverso boschi di larice e abete, salgono verso il santuario di Pietralba". Una porzione di storia dunque attraverso un libro che fotografa la storica località di Pietralba durante il periodo difficilissimo della guerra, dei bombardamenti e dell'occupazione nazista. Sicuramente un luogo di grande convergenza spirituale ma anche di contatto tra le comunità religiose di lingua italiana, tedesca e ladina ma anche di molteplici realtà territoriali, parrocchiali e associative sia della provincia di Bolzano che della provincia di Trento. Basti pensare alla ricorrente presenza a Pietralba dell'Azione Cattolica di Bolzano, da cui emersero molte figure dell'obiezione sudtirolese al nazismo. "Dunque è inevitabile pensare" - precisa Lorenzo Baratter - "che proprio in questo luogo si sia sviluppato e maturato un contesto culturale ovviamente inviso al nazismo e ispirato al valore della pace. Basta citare l'annotazione del cronista, datata ottobre 1944, secondo cui il Priore era posto in cattiva luce presso le autorità naziste. Scopriremo anche quanto stretto e incredibili fosse il legame tra la perquisizione compiuta dai nazisti ai danni del convento il 12 ottobre 1943 e l'omicidio, avvenuto pochi mesi più tardi, dell'avvocato roveretano Bettini. Oppure - prosegue ancora l'autore - in che modo gli occupanti cercarono di far richiamare alle armi, uno ad uno, tutti i Padri di Pietralba e anche il Padre Priore che dovette fuggire a Vicenza".

Questi fatti e molti altri raccontano dunque dei rapporti tra buona parte della base cattolica e le autorità occupanti. In questo senso l'autore ricorda che il 13 giugno 1948 salirono a Pietralba coloro i quali avevano condiviso a Konitz, nella Prussia orientale, il dramma e la scelta coraggiosa di un grande martire cattolico sudtirolese. Queste sono le parole che aprono la targa commemorativa e di ringraziamento alla Madonna posta dai suoi compagni: "Santa Maria di Pietralba. Tu ci hai aiutato e ci hai dato. Ti ringraziamo per tutta la vita. Josef Mayr Nusser che ha dato la sua vita per la fede".

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