Le Dolomiti del Terzo Reich

La "grande storia" sta suscitando notevole interesse, come dimostrano la pubblicazione di opere pregevoli da parte dei maggiori editori italiani, i supplementi allegati ai quotidiani ed il seguito dei documenti televisivi.

Quel periodo che, dal punto di vista della storia degli eventi bellici, va dalla Campagna d'Etiopia (1935) alla rivoluzione ungherese ed alla Campagna di Suez (1956) può essere trattato oggi con maggiore serenità, essendo trascorsi circa 50-70 anni, ed essendo caduti molti tabù; le ideologie all'origine di buona parte dei fatti d'arme hanno fatto il loro tempo e la maggior parte dei protagonisti non è più su questa terra. Ciò consente di approfondire anche i temi più delicati senza incorrere in censure o malintesi.

Nel suddetto periodo ci sono state molte situazioni particolari, spesso ignorate, come quella descritta nel bel libro di Lorenzo Baratter per Mursia, cui ha prestato la consulenza editoriale Maurizio Pagliano. L'autore, nato a Rovereto (Trento) 33 anni fa, ci ricorda le vicende del Trentino Alto Adige nel secolo scorso, passato dall'Impero austro ungarico all'Italia fascista ed all'occupazione tedesca.

Il titolo fa riferimento al periodo successivo all'armistizio dell'8 settembre 1943, quando le provincie di Belluno, Bolzano e Trento furono incluse nell'Alpenvorland tedesca ma il volume in realtà si occupa di tutto il 1900, non senza ampi riferimenti a periodi precedenti.

Tra l'altro, il testo ricorda come l'attentato del marzo 1944 a Roma da parte dei partigiani, a seguito del quale si scatenò la rappresaglia tedesca alle Fosse Ardeatine, non fu contro soldati germanici ma contro altoatesini coscritti del Polizeiregiment "Bozen".

In sostanza, gli altotesini furono vittime sia dei tedeschi che degli italiani: era l'amaro destino delle minoranze etniche.

Il libro è disponibile in tutte le librerie.

stampa la pagina invia la pagina ad un amico