Gli eroi del Brixen, resistenti dimenticati
- Fonte: Avvenire
- Data: 29/06/2006
- Autore: Lorenzo Fazzini
Lo storico trentino Lorenzo Baratter ha riportato alla luce la vicenda nel suo recente, documentato saggio Le Dolomiti del Terzo Reich (Mursia), in cui vengono tratteggiate le vicende dell'Alpenvorland (Zona di Operazioni delle Prealpi), regione formata da Trentino, Alto Adige e zone montane del Veneto che, all'indomani dell'8 settembre, finirono sotto controllo nazista. Baratter ricostruisce la genesi di questo reggimento di polizia formato da 2 mila soldati: il 15 ottobre iniziò l'addestramento a Bressanone per compiti di rastrellamento contro i partigiani nel Bellunese. Ma accadde l'incredibile: a fine febbraio il Gauleiter (commissario supremo) Franz Hofer presenzia al giuramento delle reclute secondo la solita formula: «Giuro a te, Adolf Hitler, Führer e cancelliere del Reich, fedeltà e coraggio. Prometto solennemente a te e ai superiori designati da te l'ubbidienza fino alla morte, che Dio mi assista». Ma - è la ricostruzione di Baratter - «duemila soldati restarono in silenzio. Nessuno fiatò. Nonostante le minacce e il tentativo di ripetere il giuramento, nessuno degli uomini del Brixen fece mai il suo giuramento ad Hitler».
«Un pezzo di storia che si è voluto dimenticare»: questa la conclusione del giovane studioso. Il motivo? «La vicenda di quei duemila soldati che non giurarono a Hitler non giovava a nessuno. Questo reggimento era composto da italiani, altoatesini, ladini; da persone che nel '38 avevano optato per la Germania e altri rimasti dalla parte dell'Italia. La Resistenza "politica" non si è mai interessata a questo fatto perché non era strumentalizzabile, soprattutto a sinistra».
E quali furono invece le radici di un ammutinamento così particolare? Baratter le descrive così: l'addestramento durissimo, la convinzione religiosa, il trattamento malvagio dei nazisti nei confronti di questi soldati. Resta un dato: «In tutta la storia del Terzo Reich non si trova un altro precedente del genere», chiosa lo storico. A più di sessant'anni da quel gesto, la coraggiosa testimonianza degli "eroi dimenticati" del Brixen viene ripresentata come una gemma di coraggio civile e morale che parla ancora oggi.