Da via Rasella ai rastrellamenti nei manicomi, tanti drammi nelle "Dolomiti del Terzo Reich"
Fonte:
Il Trentino
Data: 23/02/2006
Presentato in sala consiliare il libro "Le Dolomiti del Terzo Reich" di Lorenzo Baratter, giovane storico roveretano che con la sua ultima fatica edita da "Mursia" ha voluto scavare attorno ad argomenti ancora tabù, come la strage di via Rasella a Roma.
La serata, promossa dal circolo culturale Michael Gaismayr di Trento, è stata introdotta dal suo presidente Stefano Frenz che ha voluto ricordare, insieme a Silvano Paolazzi, come la "memoria della nostra terra, luogo di confine fra il mondo germanico e quello latino, è stata per molti anni messa da parte". Il trentatrenne Lorenzo Baratter, spiega come "le Dolomiti del Terzo Reich nasce da una ricerca quadrienale di informazioni scandita da confronti, interviste e riflessioni su argomenti che la storia ha faticato ad affrontare".
L'autore racconta episodi terribili come la deportazione di 238 ospiti del manicomio di Pergine ed altre simili strutture in Germania per essere usati come cavie da laboratorio augurandosi "che il testo, con le sue cinquecento note e riferimenti faccia luce sul biennio antecedente la fine della seconda guerra, durante il quale molti trentini, antinazisti ma non antiaustriaci, persero la vita o furono costretti ad arruolarsi nell'esercito tedesco per evitare lo sterminio della propria famiglia".
Tra questi anche i 33 uomini del battaglione Bozen che furono fatti saltare col tritolo dal Bencivenga a Roma, in via Rasella, perchè considerati Ss". (s.u.)