Hitler e le voci perdute. Baratter e i drammi della povera gente
- Fonte:
L'Adige
- Data: 29/12/2005
- Autore: Manuela Pellanda
Le Dolomiti del Terzo Reich": questo il titolo dell'ultimo lavoro dello storico Lorenzo Baratter, presentato nei giorni scorsi in sala Affreschi presso la Biblioteca Comunale.
Un volume, edito dalla prestigiosa casa editrice Mursia, che ripercorre gli avvenimenti storici del Trentino-Alto Adige nel Secolo Breve, puntando l'obiettivo soprattutto sul biennio '43 - '45, periodo dell'occupazione nazista. Ed è proprio "regione" uno dei concetti chiave sottolineati dal professor Vincenzo Calì (Università di Trento). "La regione che non c'è - ha precisato infatti, prima di passare la parola all'autore . La dominazione nazista ha interessato le province di Trento, Bolzano, Belluno, aree appartenenti a regioni diverse, ma unite dalla medesima vicenda storica, etica, politica ed esistenziale".
Tra i meriti dell'opera, secondo il professor Calì, si colloca in primis la volontà di prestare attenzione alla "dimensione civile", ai traumi privati scaturiti da quel "caos organizzato" che era il potere hitleriano. Ma lo sforzo storiografico non si arresta agli anni dell'occupazione nazista nella zona prealpina. Baratter dilata infatti la sua analisi nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché, ha spiegato l'autore, "il contesto è inserito in un quadro europeo"; nel tempo, perché "il biennio 1943-1945 non poteva essere spiegato senza solide premesse inerenti le tematiche dell'esperienza asburgica, del primo conflitto mondiale, del fascismo".
Aspetto particolarmente indagato quello della militarizzazione (forzata) del territorio. In questo contesto si inquadra l'attentato di via Rasella, che copre uno dei capitoli più intensi del libro. "Non capivo perché - ha affermato Baratter - nessuno avesse mai voluto interrogarsi sul motivo per cui un gruppo di soldati della provincia di Bolzano fosse finito per le vie di Roma". Altro versante, ampiamente percorso, quello delle forme di resistenza civile e militare. Esemplare in tal senso la vicenda del battaglione "Brixen", che si era rifiutato di prestare giuramento ad Hitler. Un volume che non nasconde l'intensa partecipazione emotiva dell'autore, deciso a "dar voce a chi voce non aveva avuto", istanza che si manifesta nella volontà di riportare alla memoria nomi e vicende personali, familiari.
Drammi che si snodano nelle pagine e nel corpus di oltre cinquecento note a margine, che rinviano ad archivi, testi, pubblicazioni, interviste, raccolte in un lavoro di ricerca durato più di quattro anni. Lontana da una destinazione prettamente specialistica, l'opera, la cui prefazione è curata dottor Hans Heiss (docente di Storia Moderna e Contemporanea presso l'Università degli Studi di Innsbruck), è scritta con la volontà di "raggiungere il pubblico più esigente, ma anche il semplice appassionato, lo studente come il ricercatore".