Il caro prezzo dell'identità
- Fonte: Vita Trentina - Settimanale diocesano di informazione del Trentino
- Data: 25/12/2005
- Autore: Elena Fontana
Storia del Trentino e Sudtirolo nella prima metà del Novecento.
Oggi si invidia da più parti la floridezza economica e il successo amministrativo delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano. Eppure, se per alcuni motivi il "Sudtirolo" viene considerato come un modello europeo le cui istituzioni sono studiate per essere applicate anche altrove, si parla nello stesso tempo di una "zona sismica" per quanto riguarda la pacificazione interna fra i vari gruppi linguistici. In realtà la storia del Trentino Sudtirolo della prima metà del Novecento è assai complicata. Complicata e drammatica per chi l'ha vissuta in prima persona. Complicata e lacunosa per chi ha cercato di ricostruirla, "perché la storiografia sul Sudtirolo e sull'area italo-austriaca è ripetutamente offuscata da idee errate e da punti di vista distorti della realtà e causa di persistenti rigurgiti nazionalisti".
Lo osserva Hans Heiss, docente di Storia contemporanea all'Università di Innsbruck, nella presentazione del libro di Lorenzo Baratter "Le Dolomiti del Terzo Reich" (Mursia, 2005, pp.361, € 24,00). Un lavoro che si fa apprezzare per tre caratteri peculiari: "la capacità di enucleare con grande lucidità" le realtà storiche di questa regione di confine, l'attenzione "per i variegati comportamenti degli uomini, attori e vittime del regime", e la "personale inclinazione" del giovane ricercatore roveretano "per una duplice patria, il Trentino e il Sudtirolo". In effetti è lo stesso Baratter a confidare che l'amore e l'impegno per questa terra gli sono cresciuti dentro vivendo a contatto col nonno materno - soldato di fanteria, catturato dai tedeschi l'8 settembre 1943, internato in Germania - che gli ha insegnato "ad amare la Storia, quella vera, quella che non dimentica mai che i suoi protagonisti sono gli Uomini, tutti gli Uomini, senza vincitori né vinti".
Di questa sensibilità si sente l'eco fra le righe di un testo che è peraltro improntato a criteri di scientificità. Il libro prende le mosse dai primi anni del XX secolo, quando il Trentino e l'Alto Adige erano provincie di Vienna. Prosegue con gli eventi della Prima Guerra Mondiale e la successiva annessione al Regno d'Italia. Analizza la repressione contro la popolazione tedesca messa in atto in provincia di Bolzano dal regime fascista, fino al vero e proprio esodo del 1939 con le opzioni previste dal patto fra Hitler e Mussolini. La parte più corposa è dedicata all'occupazione germanica dopo l'8 settembre del 1943 e all'unione delle tre provincie di Bolzano, Trento e Belluno alla zona di operazioni delle Prealpi, l'Alpenvorland. Alcuni capitoli, accuratamente articolati, mettono in rilievo il vissuto e le difficili scelte di singole persone e di gruppi, sullo sfondo oscuro degli eventi bellici e della brutalità dell'occupazione nazista, con in testa il commissario supremo Franz Hofer.
Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa cattolica verso l'Alpenvorland, si distingue fra il sentimento iniziale di adesione del vescovo di Bressanone, l'aperto contrasto manifestato da quello di Belluno, e la posizione di moderato attendismo dell'allora vescovo di Trento e Bolzano. E si registra il sempre più diffuso rifiuto del regime fra i cristiani sudtirolesi, alcuni dei quali affrontarono la morte proprio per ragioni di fede. Un capitolo è dedicato agli "eroi dimenticati", cioé a quei 2.000 soldati del reggimento di polizia "Brixen" che si rifiutarono di prestare giuramento ad Hitler, pagando la coerenza del loro gesto con la deportazione e lo sterminio. Altre pagine traggono alla luce i crimini compiuti nei confronti della comunità ebraica sudtirolese a partire dal 1939, per culminare nel tragico rastrellamento di Merano del 1943. Un capitolo è dedicato all'attentato del 23 marzo 1944 in via Rasella a Roma, effettuato da un nucleo partigiano, in cui morirono 33 soldati sudtirolesi del Polizeiregiment "Bozen". Conclude il libro un'interessante appendice di documenti.