La storia dimenticata

Comunicato stampa - Pressemitteilung - 19.01.2005

Presentato oggi in Regione un volume sulla storia dei reggimenti sudtirolesi durante l’occupazione nazista. 33 soldati morirono nell’attentato di via Rasella.
Dopo l’8 settembre del 1943 le province di Trento e di Bolzano furono occupate dai nazisti e riunite nella zona dell’Alpenvorland, dove furono creati coattivamente il Corpo di sicurezza Trentino ed i reggimenti di polizia sudtirolese. Uno di questi, il “Bozen”, fu inviato a Roma e rimase coinvolto nell’attentato di via Rasella che diede poi alle SS il pretesto per il tragico eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui morirono 335 civili innocenti.
La storia dei reggimenti di polizia sudtirolesi durante l’occupazione nazista del Trentino-Alto Adige e la ricostruzione dell’attentato di via Rasella in cui persero la vita 33 soldati sudtirolesi e ladini, è al centro di una pubblicazione edita dalla Casa editrice Publilux e realizzata da Lorenzo Baratter, giovane storico roveretano. Il libro, dal titolo “Dall’Alpenvorland a via Rasella” è stato presentato oggi in Regione a Trento dal Presidente Carlo Andreotti e dall’autore.
Il Presidente della Regione ha ricordato che la storia dei reggimenti sudtirolesi è stata spesso dimenticata o considerata frettolosamente come semplice adesione al nazismo. Dopo 60 anni, ha aggiunto, occorre guardare a quella storia con maggiore obiettività ed interrogarsi se non sia il caso di rendere giustizia anche ai morti sudtirolesi e ladini di via Rasella.
Andreotti ha quindi annunciato che chiederà alla prossima Giunta regionale di impegnarsi per intraprendere una serie di iniziative che possano servire a ripensare a quella storia, valutando anche la possibilità di chiedere che i resti dei soldati morti nell’attentato e seppelliti in un cimitero fuori Roma, vengano riportati nei comuni d’origine. Lorenzo Baratter ha evidenziato di essersi stupito dell’interesse suscitato dal proprio lavoro, che dimostra quanto sia necessario fare chiarezza su quei tragici fatti. Nel corso degli anni, ha aggiunto l’autore, c’è stata molta indifferenza da parte delle istituzioni nei confronti di questa particolare vicenda storica che oggi sarebbe possibile ricostruire, anche perché alcuni dei protagonisti sono ancora vivi.
Nella storia, ha precisato Baratter, convivono emblematicamente atti di indiscriminata violenza con casi di luminosa ribellione al nazismo, come la decisione del reggimento “Brixen” che si rifiutò di giurare fedeltà ad Hitler: 1200 uomini che per ritorsione furono mandati in Slesia a combattere contro l’Armata Rossa. Nel libro viene raccontata l’esperienza di uno di loro, sopravvissuto alla decimazione del reggimento avvenuta sul fronte russo. Si tratta del meranese Luis Gögele, all’epoca diciannovenne. “Il giorno del giuramento, racconta Luis, dovevamo gridare “Ja!” invece tutti, per due volte, rimasero zitti”.

Con cortese preghiera di divulgazione

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