STORIA DELL’ASAR. ASSOCIAZIONE STUDI AUTONOMISTICI REGIONALI (1945-1948)
Per vedere il video della presentazione del 27 ottobre a Trento cliccare qui:
http://www.regione.taa.it/Stampa/video.aspx?video=http://www.regione.taa.it/video/5_11_2009/it_1.wmv
La storia dell'ASAR (Associazione Studi Autonomistici Regionali) - movimento popolare che tra il 1945 e il 1948 condusse una lunga lotta politica per l'Autonomia e l'autogoverno della Regione - è raccolta nel nuovo volume di Lorenzo Baratter che sarà disponibile nelle principali librerie del Trentino dal 26 ottobre 2009.
Il libro è stato presentato il giorno 27 ottobre 2009 a Trento presso la Sala Rosa della Regione, in piazza Dante, ad ore 17,30. Erano presenti duecento persone.
L'opera, frutto di un lungo lavoro d'archivio, DISPONIBILE NELLE PRINCIPALI LIBRERIE DEL TRENTINO, è corredata da numerose fotografie e da un cd che permette di visionare diversi documenti citati nel volume.
Un libro molto atteso per comprendere le radici storiche dell'Autonomia e le vicende di un movimento politico che aveva oltre 100.000 aderenti in Regione, la cui storia merita finalmente di essere recuperata e studiata.
Care amiche e cari amici autonomisti,
ritengo sia impossibile comprendere appieno il percorso compiuto, in oltre mezzo secolo di storia, dal nostro Partito, senza approfondire il presupposto storico che sta alla base della nascita del movimento politico autonomista in Trentino. Mi riferisco alla straordinaria, ancorché breve esperienza dell’ASAR, un movimento trasversale che, senza mai trasformarsi in un autentico partito, riuscì a coinvolgere persone di estrazione sociale e di cultura assai diverse, superando in poco tempo i centomila tesserati.
Un contributo importante e qualificato alla conoscenza del più consistente fenomeno di massa che il Trentino abbia vissuto, ci viene dal libro di Lorenzo Baratter "Storia dell'ASAR - Associazione Studi Autonomistici Regionali, 1945-1948", che da qualche giorno è sugli scaffali delle migliori librerie della regione.
Il testo, che nasce dopo alcuni anni di lavoro d'archivio, si propone di raccontare la storia del Movimento popolare che, dall’agosto del 1945 all’estate del ‘48, riuscì a portare le questioni dell'autonomia e dell'autogoverno al centro del dibattito politico. Un capitolo della nostra storia in parte dimenticato, che merita di essere recuperato.
Scrive lo storico Lorenzo Baratter nella presentazione del suo lavoro: “Prima di essere un movimento politico l’ASAR fu la massima espressione di un grande sentimento popolare: l’invocazione dei trentini che levarono un solo grido da tutte le vallate: “Autonomia!”. … La lotta dei trentini contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche, le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale, scollegato rispetto ai modelli politici tradizionali, regionalista, federalista, europeista, antimilitarista. … Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro, frutto di inedite ricerche archivistiche, rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche a una parola carica di valori identitari, economici, sociali, politici e culturali caratteristici di questa terra: “Autonomia”.
L’autore ha accettato il nostro invito a presentare l’opera nel corso di una serata aperta a tutti, che avrà luogo il giorno:
mercoledì 18 novembre ad ore 20.30
a Trento in Piazza Dante 16
presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione
La serata sarà introdotta dal Capogruppo in Consiglio provinciale Michele Dallapiccola.
Interverranno, oltre all’Autore, il Presidente del Partito Walter Kaswalkder, i consiglieri provinciali del Partito, nonché il Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. Concluderà il segretario politico ass.prov.le Ugo Rossi.
Si tratta di una serata che, ponendosi anche alla vigilia del nostro appuntamento congressuale, assume una valenza culturale e politica di grande rilievo in quanto potrà contribuire a riportare in luce le idee ed i valori che sono espressione dell’anima popolare e delle aspirazioni della nostra gente e che il nostro partito, da sempre, è impegnato ad interpretare.
Nella speranza di potervi incontrare, colgo l’occasione per salutarvi tutti con sincera amicizia
- Franco Panizza -
Lorenzo Baratter - Nato a Rovereto nel 1973, si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2007 è Direttore della Fondazione Centro Documentazione Luserna. Ha pubblicato numerosi volumi, tra i quali: Il Canonico Michael Gamper. Una vita per il Sudtirolo (2009), La Grande Guerra delle Minoranze. Ladini, Mòcheni e Cimbri 1914-1918 (2008), Le Dolomiti del Terzo Reich (2005), Dall’Alpenvorland a via Rasella. Storia dei reggimenti di polizia sudtirolesi 1943-1945 (2003).
COMUNICATO STAMPA PRESENTAZIONE DEL 27.10.2009 A TRENTO
http://www.regione.taa.it/SchedaInfo.aspx?Id=413
Prima di essere un movimento politico l’ASAR, l’Associazione Studi Autonomistici Regionali fu la massima espressione di un grande sentimento popolare che diede una spinta fondamentale per porre la questione dell’Autonomia al centro del dibattito politico negli anni fra il 1945 al 1948.
La storia di questo movimento è oggi raccontata in un libro di Lorenzo Baratter edito da Egon grazie anche al sostegno finanziario della Regione. L’opera è stata presentata ieri sera a Trento dall’autore davanti a circa 200 persone. Intervenendo alla presentazione, la Vicepresidente della Regione Martha Stocker ha evidenziato che il libro di Baratter ha il merito di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una storia dimenticata che fu di grande importanza per il Trentino, ma anche per il Sudtirolo. L’Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento Franco Panizza ha sottolineato che la storia dell’Asar va studiata e approfondita al fine di far crescere nei trentini la consapevolezza di quanto sia prezioso il bene dell’Autonomia, che va difeso ogni giorno perché non è stato conquistato per sempre.
Nel libro, grazie anche ad inedite ricerche archivistiche, Baratter spiega che la lotta dell’Asar contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche e le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale. L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale. Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse, ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche all’Autonomia.
Prima di essere un movimento politico l’ASAR, l’Associazione Studi Autonomistici Regionali fu la massima espressione di un grande sentimento popolare che diede una spinta fondamentale per porre la questione dell’Autonomia al centro del dibattito politico negli anni fra il 1945 al 1948.
La storia di questo movimento è oggi raccontata in un libro di Lorenzo Baratter edito da Egon grazie anche al sostegno finanziario della Regione. L’opera è stata presentata ieri sera a Trento dall’autore davanti a circa 200 persone. Intervenendo alla presentazione, la Vicepresidente della Regione Martha Stocker ha evidenziato che il libro di Baratter ha il merito di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una storia dimenticata che fu di grande importanza per il Trentino, ma anche per il Sudtirolo. L’Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento Franco Panizza ha sottolineato che la storia dell’Asar va studiata e approfondita al fine di far crescere nei trentini la consapevolezza di quanto sia prezioso il bene dell’Autonomia, che va difeso ogni giorno perché non è stato conquistato per sempre.
Nel libro, grazie anche ad inedite ricerche archivistiche, Baratter spiega che la lotta dell’Asar contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche e le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale. L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale. Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse, ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche all’Autonomia.