ASAR, LE RADICI STORICHE DELL'AUTONOMIA - DIE GESCHICHTE DER ASAR
Per vedere il video della presentazione del 27 ottobre a Trento cliccare qui: http://www.regione.taa.it/Stampa/video.aspx?video=http://www.regione.taa.it/video/5_11_2009/it_1.wmv ---------------------------------------------------------------------------------- Esattamente 60 anni fa, il 25 luglio 1948, si concludeva la storia breve – ma straordinaria – di un movimento politico popolare sorto in Trentino subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE DOPO LA PRESENTAZIONE DEL 27.10.2009 A TRENTO http://www.regione.taa.it/SchedaInfo.aspx?Id=413 Prima di essere un movimento politico l’ASAR, l’Associazione Studi Autonomistici Regionali fu la massima espressione di un grande sentimento popolare che diede una spinta fondamentale per porre la questione dell’Autonomia al centro del dibattito politico negli anni fra il 1945 al 1948. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Al principio dell’estate del 1945, infatti, nelle valli trentine nacquero spontaneamente molti gruppi accomunati da un unico interesse: che le potenze vincitrici ed i nuovi governi assegnassero un'attenzione particolare a questa regione di confine, colpita con particolare intensità dalle tensioni e repressioni causate dai fascismi e dai nazionalismi.
La sigla di questo movimento era ASAR (Associazione Studi Autonomistici Regionali, auf deutsch: Verband für regionale Autonomiestudien).
Obiettivo principale di quest’organizzazione fu quello di ottenere lo statuto di autonomia speciale in favore dell'intera Regione Trentino-Südtirol, in un momento in cui le tendenze centralistiche restavano molto forti: per fare questo l’ASAR ebbe contatti molto stretti anche con la Südtiroler Volkspartei e partecipò alla discussione dei vari progetti di Statuto elaborati in quegli anni, dando un contributo fondamentale (oggi quasi del tutto dimenticato o conosciuto in modo piuttosto superficiale).
L’ASAR va considerato come il più importante movimento politico spontaneo di massa della storia trentina (si calcolano più di 100.000 iscritti), disgiunto dalle organizzazioni politiche e partitiche tradizionali; esso riuscì a radunare in piazza delle folle 'oceaniche', portando nel capoluogo e nei centri più importanti anche gli abitanti delle valli più periferiche. L’ASAR aveva un forte gruppo di aderenti anche a Bolzano e in altre località del Sudtirolo (in particolare Merano, Bressanone e Unterland).
Nonostante l'interesse diffuso su questo argomento è giusto sottolineare che risultano poche indagini rigorose sul piano storiografico e scientifico. E’ assolutamente importante, oltre che giusto, mettere in luce il ruolo di primo piano avuto svolto da questo movimento – non senza enormi difficoltà e resistenze – e il merito di avere dato un contributo fondamentale all’ottenimento dell’autonomia per questa terra.
La storia dell’ASAR è certamente una storia da recuperare e di sicuro interesse, tanto per i trentini quanto per i sudtirolesi.
Vor genau 60 Jahren, am 25. Juli 1948 ging die kurze, aber außergewöhnliche Geschichte einer politischen Volksbewegung, die unmittelbar nach Ende des zweiten Weltkrieges im Trentino entstanden ist, zu Ende.
Anfang des Sommers 1945 entstanden in den trentiner Tälern spontan zahlreiche Gruppen, die alle ein einziges Interesse bewegte: die Gewinnermächte und die neuen Regierungen davon zu überzeugen, dieser Grenzregion, die von den politischen Spannungen und Unterdrückungen durch den Faschismus und den Nationalsozialismus stark betroffen war, besondere Aufmerksamkeit zukommen zu lassen.
Diese Bewegung nannte sich ASAR (Verband für regionale Autonomiestudien) und hatte es sich zum Ziel gesetzt, ein spezielles Autonomiestatut für die Region Trentino - Südtirol zu erlangen und das zu einem Zeitpunkt, an dem die Tendenzen zum Zentralismus besonders stark waren. Um ihr Ziel zu erreichen, knüpfte die ASAR auch enge Kontakte mit der Südtiroler Volkspartei, nahm an verschiedenen staatlichen Projekten, die in jenen Jahren ausgearbeitet wurden teil und leistete damit einen wesentlichen Beitrag zur Realisierung dieses Vorhabens (heute ist dies fast in Vergessenheit geraten, oder nur oberflächlich bekannt).
Der Verband ASAR kann als eine der bedeutendsten - fern jeglicher politischer und traditioneller, parteilicher Organisationen - spontanen Massenvolksbewegungen der Geschichte des Trentino bezeichnet werden (schätzungsweise mehr als 100.000 Mitglieder). Man drängte sich zu den öffentlichen Veranstaltungen und es gelang auch die Einwohner der größten Randgemeinden und der entlegenen Täler in die Stadt zu bringen. Die ASAR hatte auch eine starke Mitgliedsgruppe in Bozen und in anderen Städten Südtirols (besonders in Meran, Brixen und im Unterland).
Obwohl diesem Thema ein verbreitetes Interesse entgegengebracht wird, existieren nur wenige, genaue Nachforschungen auf wissenschaftlicher und historiographischer Ebene.
Es ist nicht nur besonders wichtig, sondern auch gerechtfertigt, die bedeutende Rolle die diese Bewegung als Vorreiter – nicht ohne enormen Widerstand und großen Schwierigkeiten – spielte und den wesentlichen Beitrag den sie für die Erreichung der Autonomie für diese Region leistete, ins rechte Licht zu rücken.
Die Geschichte der ASAR ist eine Geschichte die sicher Interesse erweckt und es verdient, wieder in Erinnerung gerufen zu werden, sei es für das Trentino als auch für Südtirol.
Aus diesem Grunde wurden, auch Dank der Unterstützung der Region Trentino-Südtirol, vor einigen Monaten die historischen Nachforschungen über diese Bewegung in die Wege geleitet.
La storia di questo movimento è oggi raccontata in un libro di Lorenzo Baratter edito da Egon grazie anche al sostegno finanziario della Regione. L’opera è stata presentata ieri sera a Trento dall’autore davanti a circa 200 persone. Intervenendo alla presentazione, la Vicepresidente della Regione Martha Stocker ha evidenziato che il libro di Baratter ha il merito di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una storia dimenticata che fu di grande importanza per il Trentino, ma anche per il Sudtirolo. L’Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento Franco Panizza ha sottolineato che la storia dell’Asar va studiata e approfondita al fine di far crescere nei trentini la consapevolezza di quanto sia prezioso il bene dell’Autonomia, che va difeso ogni giorno perché non è stato conquistato per sempre.
Nel libro, grazie anche ad inedite ricerche archivistiche, Baratter spiega che la lotta dell’Asar contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche e le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale. L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale. Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse, ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche all’Autonomia.
Prima di essere un movimento politico l’ASAR, l’Associazione Studi Autonomistici Regionali fu la massima espressione di un grande sentimento popolare che diede una spinta fondamentale per porre la questione dell’Autonomia al centro del dibattito politico negli anni fra il 1945 al 1948.
La storia di questo movimento è oggi raccontata in un libro di Lorenzo Baratter edito da Egon grazie anche al sostegno finanziario della Regione. L’opera è stata presentata ieri sera a Trento dall’autore davanti a circa 200 persone. Intervenendo alla presentazione, la Vicepresidente della Regione Martha Stocker ha evidenziato che il libro di Baratter ha il merito di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una storia dimenticata che fu di grande importanza per il Trentino, ma anche per il Sudtirolo. L’Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento Franco Panizza ha sottolineato che la storia dell’Asar va studiata e approfondita al fine di far crescere nei trentini la consapevolezza di quanto sia prezioso il bene dell’Autonomia, che va difeso ogni giorno perché non è stato conquistato per sempre.
Nel libro, grazie anche ad inedite ricerche archivistiche, Baratter spiega che la lotta dell’Asar contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche e le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale. L’ASAR non fu certo solo un movimento locale e la sua battaglia non fu limitata al contesto regionale. Uno degli aspetti meno conosciuti, che ne rafforzano la valenza politica, riguarda il fatto che esso fu promotore e regista di ampie alleanze con i principali movimenti autonomisti italiani, guidando battaglie comuni, contribuendo a rafforzare le istanze autonomiste e condizionando le scelte che i governi e i parlamenti andavano adottando in una fase cruciale: quella in cui veniva impostata l’architettura degli stati democratici che stavano risorgendo sulle ceneri del secondo conflitto mondiale. Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse, ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche all’Autonomia.
Care amiche e cari amici autonomisti,
ritengo sia impossibile comprendere appieno il percorso compiuto, in oltre mezzo secolo di storia, dal nostro Partito, senza approfondire il presupposto storico che sta alla base della nascita del movimento politico autonomista in Trentino. Mi riferisco alla straordinaria, ancorché breve esperienza dell’ASAR, un movimento trasversale che, senza mai trasformarsi in un autentico partito, riuscì a coinvolgere persone di estrazione sociale e di cultura assai diverse, superando in poco tempo i centomila tesserati.
Un contributo importante e qualificato alla conoscenza del più consistente fenomeno di massa che il Trentino abbia vissuto, ci viene dal libro di Lorenzo Baratter "Storia dell'ASAR - Associazione Studi Autonomistici Regionali, 1945-1948", che da qualche giorno è sugli scaffali delle migliori librerie della regione.
Il testo, che nasce dopo alcuni anni di lavoro d'archivio, si propone di raccontare la storia del Movimento popolare che, dall’agosto del 1945 all’estate del ‘48, riuscì a portare le questioni dell'autonomia e dell'autogoverno al centro del dibattito politico. Un capitolo della nostra storia in parte dimenticato, che merita di essere recuperato.
Scrive lo storico Lorenzo Baratter nella presentazione del suo lavoro: “Prima di essere un movimento politico l’ASAR fu la massima espressione di un grande sentimento popolare: l’invocazione dei trentini che levarono un solo grido da tutte le vallate: “Autonomia!”. … La lotta dei trentini contribuì in modo decisivo non solo a creare le condizioni perché l’autogoverno fosse al primo posto nel dibattito politico locale e nazionale, ma anche a delinearne la fisionomia, le caratteristiche, le peculiarità. I massimi e più convinti interpreti di quella aspirazione non furono i partiti nazionali nelle loro espressioni locali, bensì più di centomila tra uomini e donne che insieme diedero vita ad un movimento originale, autonomista e territoriale, scollegato rispetto ai modelli politici tradizionali, regionalista, federalista, europeista, antimilitarista. … Nonostante sia passato molto tempo, è oggi possibile attraverso questo libro, frutto di inedite ricerche archivistiche, rievocare e recuperare lo spirito dell’ASAR: non solo per documentare fatti di grande interesse ma anche per ridare forza, valore, attualità e radici storiche a una parola carica di valori identitari, economici, sociali, politici e culturali caratteristici di questa terra: “Autonomia”.
L’autore ha accettato il nostro invito a presentare l’opera nel corso di una serata aperta a tutti, che avrà luogo il giorno:
mercoledì 18 novembre ad ore 20.30
a Trento in Piazza Dante 16
presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione
La serata sarà introdotta dal Capogruppo in Consiglio provinciale Michele Dallapiccola.
Interverranno, oltre all’Autore, il Presidente del Partito Walter Kaswalkder, i consiglieri provinciali del Partito, nonché il Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. Concluderà il segretario politico ass.prov.le Ugo Rossi.
Si tratta di una serata che, ponendosi anche alla vigilia del nostro appuntamento congressuale, assume una valenza culturale e politica di grande rilievo in quanto potrà contribuire a riportare in luce le idee ed i valori che sono espressione dell’anima popolare e delle aspirazioni della nostra gente e che il nostro partito, da sempre, è impegnato ad interpretare.
Nella speranza di potervi incontrare, colgo l’occasione per salutarvi tutti con sincera amicizia
- Franco Panizza -
Lorenzo Baratter - Nato a Rovereto nel 1973, si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2007 è Direttore della Fondazione Centro Documentazione Luserna. Ha pubblicato numerosi volumi, tra i quali: Il Canonico Michael Gamper. Una vita per il Sudtirolo (2009), La Grande Guerra delle Minoranze. Ladini, Mòcheni e Cimbri 1914-1918 (2008), Le Dolomiti del Terzo Reich (2005), Dall’Alpenvorland a via Rasella. Storia dei reggimenti di polizia sudtirolesi 1943-1945 (2003).